Nome completo : Berkal Ild'danroth
Clan di appartenenza: drow puri
Allineamento: Neutrale Malvagio
STORIA :
Ho deciso di partire con la notte
Non porterò niente con me
solo io e i miei pensieri
Non chiederò alla luna che mi
Illumini la strada lascerò
Che il gocciolio del mio sangue
Mi guidi
Il primo vagito venne soffocato dall’oscurità che soffocava ogni suono. L’acqua filtrava dal terreno sovrastante. Il
fango si adagiava sul mio giaciglio. Le piccole iridi color dell’ambra, presentavano piccoli pigmenti dorati. La
pelle color dell’ossidiana, e i miei capelli parevano raggi di luna rubati al cielo in una notte d’estate. Piccolo,
adagiato in quel fangoso cumulo di paglia sul quale mi trovavo, avvolto nel mio piwafwi , scalpitavo, e digrignavo il
viso, quasi a voler contraddire ogni gesto, ogni parola degli astanti, solo al suono della sua voce il mio animo si
placava, l’odio e la malvagità che governavano il mio essere si calmavano. Udii quel famigliare suono, e capii che
quello sarebbe stato il mio nome per sempre, sarei stato per tutti Berkal Ild'danroth. Solo nell’udir mia madre
parlare, divenivo quasi un angioletto. Un angelo rinnegato, un elfo oscuro, questo ero e ben presto ne avrei scoperto
le conseguenze a mie spese. Agile mi muovevo sia in superficie che nel sottosuolo, mi sentivo tutt’uno con gli
aracnidi, li sentivo miei simili, li vedevo come fratelli di sangue. Io figlio della figlia della suprema
sacerdotessa, somma custode e protettrice del volere di colei che ci ha generati, la Dea Lolth, vivevo protetto da
quell’oscura aurea. Allontanato dai miei simili, odiato da elfiche creature di luce, osservavo il mondo con odio
malcelato, e intanto l’odio, la perfidia e la malvagità crescevano forti in me, divenni cattivo, malvagio , il mio
corpo era solo un contenitore di quella perfidia che mi teneva in vita, il mio spirito urlava la sua sete di sangue.
Gli aracnidi erano come fratelli, veneravo come ogni membro della mia razza quei piccoli esseri a 8 zampe, sognavo di
diventare grande e poterli imitare, fin da piccolo provavo a camminare sui soffitti, mi arrampicavo su pareti
verticali, spesso cadevo.ma continuavo a riprovare, ero ambizioso, desideroso di avere un posto negli alti ranghi
gerarchici della mia famiglia, ma arrivavo sempre secondo, difficile primeggiare per un maschio in una società
matriarcale.
Mi allontanai da loro, mi allontanai dal fango, dal ventre di quella terra che mi aveva cresciuto come un figlio, era
giunto il momento di essere libero, abbandonai colei che mi diede la vita. Mi sentivo un rinnegato, l’odio era mio
nei confronti dei miei fratelli, anche loro provavano questo sentimento verso di me. Ripudiai anche la mia casata,
quel nome lo rinnegavamo, lo tenevo lontano e ben presto tutti mi conobbero solo con il nome di Berkal ... il figlio di
nessuno, non una casta di appartenenza, nessuna relazione con il passato . Odiavo tutto ciò che era diverso da me, mi
muovevo nell’oscurità, avvolto dal freddo abbraccio della terra, mi muovevo agile. Raccoglievo ricchezze lungo i miei
viaggi, ogni incontro , ogni sosta era un bottino, preziosi oggetti che raccoglievo come trofeo. Una ricchezza fatta
di oggetti di pregiata fattura, una ricchezza personale, che mai lascerò. In me albergano i più disparati
sentimenti ...
Ira, invidia, accidia, lussuria ... il sangue ribolle nelle mie vene, atavici sentimenti che mai mi abbandoneranno.
Continuai il mio vagare senza meta, percorsi chilometri, approdai in diverse piazze, conobbi molte persone, ma
nessuna di queste potè mai veder la mia vera natura, il volto perennemente coperto da una spessa tela di cotone,
celava ogni mio lineamento,il corpo avvolto sempre dal piwawfi solo le iridi si potevano intravedere, nessuno
avrebbe mai potuto osservar la mia natura, fissare la mia pelle color dell’onice.
Mi fermai in un villaggio, dove conobbi un uomo, un umano, non si preoccupò mai del mio aspetto fisico, egli era un
uomo anziano, ormai troppi inverni avevano segnato il suo esile corpo, gli occhi erano ormai due piccole cavità
infossate in quella piccola scatola cranica ricoperta da un sottile strato di pelle tutto gruttoluto. Colui che mi
insegnò la vita era cieco, non mi additò mai come diverso, anzi mi insegnò a mostrare al mondo ciò che il mondo
voleva vedere.
I giorni passavano ed io apprendevo sempre di più questa tecnica di inganno, ero diventato abile a celar ogni verità.
Dinanzi agli uomini che male vedevano il colore della mia pelle, raccontavo avventure immaginarie nelle quali per
colpa di chissà quale incantesimo ero divenuto così...la pelle color dell’ossidiana e capelli color argento, come i
raggi della luna , che scivolano sulla terra per adornarla nelle notti buie. Quelle notti che io adoro, quelle notti
in cui parlo con Lolth e in lei rivedo mia madre.
La mia natura urlava, scalpitava per uscire allo scoperto, dovevo essere libero, dovevo essere me stesso. Dovevo
primeggiare in tutto, io ero l’essere superiore e decisi che anche colui che mai vide chi ero davvero doveva perire.
Avvolto dal buio della notte posi fine alla sua ormai inutile vita, un taglio netto sotto il mento, la lama scorreva
liscia come se affondasse nel burro. Non un gemito, non provai alcun dolore, solo piacere.
Mi mostravo alla gente per quello che non ero, potevo sembrar buono, esser prodigo, ma dentro me l’odio urlava, il
malvagio scaturiva e talvolta uccidevo, corpi che abbandonavo dietro di me, sulla mia strada un selciato di carni, di
sangue, la morte silente camminava dietro me, portandosi dietro un silenzio rotto dal pianto di chi è rimasto in
vita.
Sono e sarò sempre superiore a chiunque incroci sul mio cammino , nemmeno coloro che dividono la razza con me,
possono pensare di poter essere al mio livello, io sono Berkal, io sono l’oscuro, io sono l’aracnide...io sono un
drow puro.
La notte, e la sua oscurità mi hanno condotto qui, un isola il cui dolce profumo di mele ubriaca, e rende tutto
troppo dolce, fuggirò nuovamente, tornerò a cercar la mia strada, o semplicemente esplorerò ancora una volta il
ventre della madre terra, e in lei troverò la mia casa e costruirò il mio destino. Non ho più nulla se non il mio
nome, la mia casata ho ripudiato fuggendo da loro, solo la madre terra mi darà una nuova identità.. Avalon sarà il
tramonto di un nuovo giorno.
ASPETTO:
Capelli:bianco lucente-argento
Occhi: Ambra con pigmenti dorati
Altezza: 1,60
Peso: 55 kg
descrizione : non presenta cicatrici o segni di spade, i capelli si mostrano corti molto corti, il colore bianco che
si unisce all'argento crea la perfezione come la luna che si mostra alla terra, lineamenti marcati che disegnano un
volto ben lavorato mostrando quella pelle scura come le tenebre che avvolgono la luna, il fisico anche se minuto è
ben tornito e allenato, ma che lo fa sembrare un ragazzino tra i 18 20 per un essere umano, ma tutti sanno mai
fermarsi all'aspetto soprattutto di un drow
non amo descrivermi potrei essere eccelso nel farlo. ma amo citare una frase che mi hanno dedicato, Voi siete l’angelo della distruzione ... Siete lo scopo finale, vedrete il mondo crollare. infuria dentro di voi il male eterno odio distruzione sono pilastri del vostro essere.
Crudele, senza cuore, Voi vi sentite l'essere supremo superiore anche se verrete toccato dalla fredda mano della sorella morte...
Raggiungerete i vostri obiettivi ,sarete superiore continuando ad odiare il resto del mondo
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